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August 13 NON CAPISCONon capisco. Non capisco perché debba sempre scrivere, descrivere, spogliarmi con delle parole. Eppure non ho scampo, mi prendono, afferrano e cominciano con la solita dolcezza a spogliarmi. Rieccomi qui, nudo. Potrei parlarvi di come squarciare delle povere corde vocali per liberare i pori di una pelle morente, per ripulire l anima, per svuotarmi del futile e raccogliere quel poco di buono che c’è. Non capisco perché mai far di tutto per piacere a un mondo che non mi piace. Non concepisco le regole non scritte del sistema, della grande macchina che va avanti, con o senza te. Ci hanno detto di lavorare per vivere. Vedendo vecchi con visi corrosi dal tempo e lavoro non trovo tutta questa vita. Non capisco come si può definire “società” un meccanismo nel quale chi non riesce a stare a passo, viene buttato, scartato, nelle grandi pattumiere poste lontano dove i facili sguardi non sanno arrivare. Non capisco. Credo di essere sempre più “fuori”, ho perso il treno con destinazione certa e cerco quello con destinazione “orizzonte e oltre”. Per me è quello più vecchio e malmesso, e per questo il più affascinante. Non capisco come quelli che oggi sono “amici” domani divengono “sconosciuti”, non capisco perché ci sia tutta questa fobia per il sesso, è uno dei pochi piaceri concessoci, e allora perché tanti problemi per godere ? Non capisco perché non possiamo controllare le nostre emozioni, ne siamo schiavi, inetti schiavi. Crediamo di guidarci, e finiamo per seguirle con la bocca piena di libidine pronti a morire solo per succhiare morsi di piacere, di emozioni. Non capisco l’ umana concezione del dolore. Si pensa che sia ingiusto, sbagliato; ci si sente perseguitati, maledetti, sfortunati. Si dimentica che il dolore è parte integrante della vita, senza il primo, la seconda non sarebbe tale. E l’uomo saggio non cerca la felicità, ma l’assenza di dolore. Non capisco le mie sensazioni. A volte mi chiedo se sono davvero le mie. E’ come se parlassero una lingua sconosciuta, tutta loro e io lì, intento a carpirne il segreto per comprendere. Finora ho solo letto tra i loro sguardi tanto vero amore. Non capisco questa voglia di fuggire, di lasciare tutto e tutti e andare via, non importa dove, via. E quando sei lì per salire sul primo treno un sussulto di immagini con colore ancora vivo, più che mai vivo, semplici ricordi bombardati fra i tuoi occhi. E quasi cominci a vedere quella partenza come una fuga da qualcosa che è in te, che è dentro. E lasci che sia quel treno a correre via, chissà dove...Tu intanto getti la valigia vuota che avevi riempito solo di paure e avventura, chiudi gli occhi e cominci a volare, lì,dove solo tu puoi arrivare.
Non capisco perché si finisce sempre col giudicare, col criticare. Vorrei tanto discutere con un giudice e chiedergli “chi sei tu per giudicare ?” lui mi dirà “applico solo la legge” E io “cosa è la legge ? “ Lui stupito mi guarderà male e mi manderà a fanculo. Perché non saprà rispondere. Quale animale istituisce delle leggi solo perché non è capace di autoregolarsi ? Un animale stupido che si reputa anche migliore degli altri. Penoso.
Come al solito sono finito con degenerare….Almeno mi sono calmato un po’. Mi ci voleva. Ora potrei anche ragionare, ma non fa per me. Vivere con la ragione è come guardare un tramonto in riva al mare con occhi cechi. Io amo guardare…
L altra sera mi sono recato in banca. La più importante. Entro con la mia sacca bucata e chiedo al primo sportello che trovo “scusi bell esemplare di animale vestito, quanto mi valuta tre quintali di sogni scoppiati ? E quelli appena nati ?” . Ora dovrei descrivere l espressione sconvolta del povero operatore, ma non ce la farei mai, troppo divertente. Sconvolto e spaventato dice “come scusi, non ho capito”, “hai capito benissimo, quando smetterai di fingere di non comprendere ?” Sempre più spaventato mi invita cortesemente ad allontanarmi da quel luogo così serio e importante. Dicendo “qui non è posto per te, povero pazzo”. Di spalle, col sorriso sulle labbra, gli dico “hai ragione, ma sei sicuro che questo posto sia quello giusto ?” L operatore non rispose, io uscii da quello strano edificio per non rientrarvi mai più…
Ecco, la mia breve favola anche questa volta è finita. Ci sono notti in cui vorrei finire con lei, perdermi nei punti di sospensione dopo la frase “ e vissero tutti felici e contenti…”
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